Disturbo Bipolare

Nel DSM-5 il disturbo bipolare è collocato all’interno della categoria dei disturbi bipolari e dei disturbi correlati. È caratterizzato da marcate fluttuazioni affettive, con l’alternanza di fasi depressive e di episodi di umore persistentemente elevato, quali la mania o l’ipomania. Durante le fasi depressive, il soggetto può manifestare umore deflesso persistente, anedonia, rallentamento cognitivo, difficoltà attentive e una percezione soggettiva di vuoto o inutilità. Gli episodi maniacali, invece, si caratterizzano per un aumento dell’attivazione psicofisica, umore euforico o disforico, ridotto bisogno di sonno, accelerazione del pensiero e comportamenti impulsivi; le fasi ipomaniacali presentano caratteristiche analoghe, ma con intensità e compromissione funzionale inferiori.

Il disturbo bipolare si declina in differenti quadri clinici. Nel disturbo bipolare di tipo I prevalgono episodi maniacali di maggiore intensità, generalmente intervallati da fasi depressive, mentre nel disturbo bipolare di tipo II si osservano episodi ipomaniacali associati a depressioni ricorrenti. La ciclotimia, infine, è caratterizzata da oscillazioni dell’umore di minore intensità, ma croniche e persistenti nel tempo.

Un trattamento integrato, che combina un’adeguata terapia farmacologica con un intervento psicoterapeutico finalizzato ad affrontare gli aspetti identitari e le credenze patogene sottendenti il disturbo, favorisce la stabilizzazione emotiva, il miglioramento del funzionamento globale e la riduzione della frequenza delle recidive.